sabato 20 aprile 2013

Il Nature Écru Extra Brut
di Anteo:
appunti dalla serata del 01/03/2013

Lo confesso, per il Nature Écru di Anteo ho sempre avuto un debole, fin da quando assaggiai le prime annate oltre dieci anni fa. Perché rappresenta al meglio la natura del pinot nero in purezza non dosato, senza trucchi e senza inganni. La liqueur d’expedition è infatti un’arma a doppio taglio: se ben usata e “dosata” arricchisce e amplifica le qualità del Metodo Classico, altrimenti rischia di appesantire l’insieme. E talvolta, va detto, viene utilizzata per correggere qualche difetto di partenza.

Non sono però l’unico ad amare questo Metodo Classico, visto che in questa uggiosa serata di inizio marzo convergono al Prato Gaio una sessantina di persone. Oltre agli aficionados delle serate OltreLaStoria, ci ha fatto davvero piacere avere con noi Teresio Nardi, fiduciario della Condotta Slow Food dell'Oltrepò Pavese, Augusto Gentilli di World Wine Passion e Luigi Palermo di Girodivino.

Fra le numerose presenze da fuori provincia, particolarmente gradita la rappresentanza dei giovani produttori di Franciacorta (i FAN - Franciacorta AppassioNati) guidata da Michela Muratori di Villa Crespia, accompagnata da Daniele Gentile e Gigi Nembrini di Corte Fusia, azienda di recentissima fondazione.

In questi anni di degustazioni il Nature Écru, che tecnicamente è un Extra Brut per via di un minimo residuo di zuccheri non fermentescibili, ha rivelato uno stile generoso, caratterizzato da sapidità e mineralità spiccate dovute al terreno marnoso e da marcate note balsamiche, nonché una morbidezza intrinseca che gli permette di arrotondare gli spigoli senza aggiunta di zucchero di canna. La verticale di annate dispari del nuovo millennio suscita parecchia curiosità anche in me, soprattutto per scoprire come si sono evolute nel tempo le due splendide versioni del 2001 e del 2003.

Romano Losio rappresenta la memoria storica dell’azienda ed è lui che apre la serata raccontando come Trento Cribellati decise nel 1981 di abbandonare la Zea Mangimi di Stradella, azienda che aveva creato negli anni ’50, per fondare Anteo a Rocca de' Giorgi.

Cribellati, "imprenditore per i casi della vita, ma poeta per vocazione", fece costruire una splendida cantina interrata a 350 metri di quota, tra i vigneti di una delle zone più vocate dell’Oltrepò Pavese per il pinot nero da base spumante grazie alla già citata presenza di marne, come in Champagne, e all'altitudine dei vigneti (in alcuni casi superiore ai 400 metri) che garantisce adeguata escursione termica anche in annate particolarmente calde.

Il Nature Écru 2007, giallo paglierino mediamente carico, accompagna lo stuzzichino di ciccioli d’anatra con focaccia e salsa di rape rosse. Gli sguardi dei presenti non lasciano dubbi: abbinamento perfetto e godibilissimo. Minerale, sapido, fresco il vino, ancora giovane per gli standard di Anteo, con la sua accattivante fragranza invita alla beva mentre un cicciolo tira l’altro neanche fossero ciliegie. Sarà interessante assaggiare le sboccature successive di questa annata perché l’impressione è che ci siano ancora parecchi margini di progresso.

Il farsulè di baccalà con crema di broccoli è un piccolo capolavoro di equilibrio sfornato da Daniela Calvi. Il Nature Écru 2005 magnum, approdato probabilmente al momento della sua massima evoluzione, lo accompagna in souplesse, pacato ma incisivo allo stesso tempo. È quasi superfluo osservare come uno spumante millesimato non dosato risenta in modo più marcato dell’annata di provenienza. In questo caso, avendolo assaggiato più volte nel corso degli anni, ho potuto osservare un andamento piuttosto bizzarro: eccellente subito dopo la prima sboccatura, ha poi attraversato un momento di indecisione per poi prendere con passo deciso la strada della maturità. Adesso è un signore che porta assai bene i suoi otto anni, senza stupire con effetti speciali, ma conquistando il palato con la forza della consapevolezza.

Il meglio però deve ancora venire. Mentre la serata si scalda, i bicchieri tintinnano, Antonella e Piero Cribellati, figli di Trento, esprimono con la consueta schiettezza le differenti anime di famiglia e di azienda: esuberanza e temperanza. In fin dei conti, è quello che troveremo nelle due annate che seguono, servite entrambe in magnum.

Con i tortelli di castagne e ricotta con burro d’alpeggio, noci, pinoli e rosmarino arriva il Nature Écru 2003, anch'esso in formato magnum. Il piatto è complicato da leggere, ma la naturalezza con cui tutti gli ingredienti si sposano fra loro rende giustizia alla bravura della cuoca. E il tutto sembra fatto apposta per esaltare l’ecellente millesimo 2003. Strepitoso era cinque anni fa, alla sua presentazione, e strepitoso è ora, esuberante - appunto - ricco, variegato, profumato, balsamico, intenso, potente, profondo e prezioso, un prodigio di consistenza e levità, un’acidità ancora salda e sorprendente per un’annata torrida. Se il vino è arte, questo 2003 è un Paul Klee dove ogni tratteggio di colore sembra fondersi in eterea armonia fatta ora di concordanze ora di contrasti. Quasi quasi si spera di trovare una nota ossidativa che, in un caso come questo, sarebbe nobilitante anziché penalizzante, ma non ve n’è traccia ancora. Non è difficile immaginare che tra una decina d’anni queste magnum, di cui in cantina riposa ancora qualche centinaio in attesa di qualcuno che le sappia apprezzare come si conviene, saranno ancora meglio di adesso.

Il gran finale prevede la sboccatura à la volée delle magnum di 2001, effettuata con buona mano dal giovane enologo Andrea Rossi. Undici anni di permanenza sui lieviti, una forza calma - temperanza - e qui sì quella ineffabile nota ossidativa che caratterizza i grandi Metodo Classico invecchiati. Un vino così può sostenere senza grossi problemi un piatto di struttura come la guancia di vitello cotta lentamente nel suo intingolo di verdure: mentre gli astanti apprezzano la complessità olfattiva e la saggezza dorata di questo Nature Écru la serata vola via con la consapevolezza di aver goduto fino all’ultimo istante una verticale generosa e paradigmatica con abbinamenti che sarebbe stato difficile immaginare più azzeccati.

Francesco Beghi

Ringraziamo Mauro Rossini per le fotografie.




Giorgio Liberti approfitta della distrazione di Piero e Antonella...

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