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venerdì 13 febbraio 2015

20 febbraio 2015:
la Bonarda Ghiro Rosso d'Inverno
dell'azienda Martilde
di Rovescala

Terza stagione di OltreLaStoria, che debutta anche quest'anno a fine febbraio. Viste le temperature, la scelta è caduta su un grande rosso, e, vista l'ottima prestazione del Fatila di Vercesi del Castellazzo a novembre, abbiamo pensato di cercare un'ulteriore conferma alle potenzialità di invecchiamento dellla Croatina. Dunque, dalla collina Pezzalunga di Montù Beccaria ci siamo spostati di qualche chilometro fino a Rovescala, comune situato al confine con il piacentino, i cui terreni sono considerati assai vocati per la coltivazione della croatina. Qui, in un cru denominato Zuccarello, nasce dal 1993 la Bonarda Ghiro Rosso d'Inverno, prodotta dall'azienda Martilde, che da qualche anno è entrata a far parte dell'associazione VinNatur.

A fornirci da allora questa valida interpretazione della Bonarda ferma sono Antonella Tacci e Raimondo Lombardi, trasferitisi da Milano all'inizio degli anni '90 e oggi ormai oltrepadani acquisiti. Decisivo, nella storia del Ghiro Rosso d'Inverno, l'incontro con l'enologo Beppe Zatti, la cui mano sempre rispettosa dell'identità territoriale del vino firma alcuni dei migliori rossi oltrepadani, come abbiamo potuto riscontrare anche nelle degustazioni di OltreLaStoria.

Grazie alla cortesia di Antonella e Raimondo, il team al completo di OltreLaStoria (più Beppe Zatti e Sandro Torti, "intruso" di turno) ha potuto tenere nel corso di una eccellente cena in azienda una verticale preliminare che ha visto sfilare quasi tutte le annate nelle quali il vino è stato prodotto. Alla fine, l'hanno spuntata di poco il 2007, il 2004, il 2000 e il 1997. Scorrendo il palmares del Ghiro, abbiamo riscontrato in effetti ottime valutazioni per il 1997 (87/100 assegnati da Robert Parker) e per il 2000 (che venne inserito da Paolo Massobrio e Marco Gatti nella prima edizione dei Top Hundred). Curiosando sul web, abbiamo infine trovato varie recensioni positive del Ghiro Rosso d'Inverno: da Gabriele Ferrari su Oggi Bevo a Shawn Sato-Veillon su DeCantStopTasting, da Fabio Magnani sul suo vecchio blog Gli Stappati a Stephen Meuse su A Table in Time e Fred Mullins sul Panzano's Wine Journal.

Ecco infine il menu proposto da Giorgio Liberti e Daniela Calvi.

Venerdì 20 febbraio 2015 - Ore 20.30
La Bonarda Ghiro Rosso d'Inverno di Martilde:
verticale di 4 annate


Cotechino nostrano con sformato di lenticchie rosse
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Ghiro Rosso d'Inverno 2007

Tortelli di farina di castagne
ripieni di castagne secche e ricotta
conditi con burro, noci, pinoli e rosmarino
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Ghiro Rosso d'Inverno 2004

Risotto con petto d'anatra e zafferano
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Ghiro Rosso d'Inverno 2000

Guancia di manzo stufata alla Bonarda
con polenta di farina gialla macinata a pietra del Mulino Bruciamonti
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Ghiro Rosso d'Inverno 1997

Bavarese al mandarino
con crumble di frutta secca

La serata è proposta al prezzo di euro 50 (tutto compreso).
I posti disponibili sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni vi preghiamo di telefonare al ristorante Prato Gaio (0385.99726).

OltreLaStoria è un progetto di Matteo Bertè, Francesco Beghi, Giorgio Liberti e Roger Marchi.

Roger Marchi

mercoledì 28 gennaio 2015

La Bonarda Fatila
di Vercesi del Castellazzo:
appunti dalla serata
del 14 novembre 2014

Tempo di Fatila! Non poteva mancare questo grande rosso oltrepadano, nato nel 1961 come chi vi scrive, la migliore annata del XX secolo peraltro, nelle serate di OltreLaStoria. Una Bonarda, ebbene sì. Una Bonarda in purezza che da decenni rappresenta il vino di punta dell’azienda Vercesi del Castellazzo, il cui Castellazzo – appunto – domina il borgo di Montù Beccaria regalando meravigliosi scorci di Valle Versa e Pianura Padana. Una Bonarda, ovviamente ferma, ovviamente invecchiata in botti di legno, proveniente dalla parte più alta del vigneto Pezzalunga. Una Bonarda di cui non è stato facile scegliere le quattro annate per la serata, vista la personalità e la peculiarità di quasi tutte quelle assaggiate. Decidiamo quindi di escludere le annate più giovani, visto ciò che sono in grado di offrire le più vecchie tra quelle disponibili.

Eccoci dunque qui, per la quindicesima volta, al ristorante Prato Gaio, a scorrere indietro nel tempo e nella storia dell’Oltrepò vinicolo, come vuole il nostro nome stesso, alla scoperta di ciò che possono riservare vecchie bottiglie non più in commercio, rimaste in certi casi in poche decine di esemplari al sicuro nelle cantine del produttore.

Ristorante pieno anche questa volta, segno che la nostra iniziativa riscuote ormai costante interesse. A rappresentare l'azienda sono Gian Maria Vercesi (titolare insieme al fratello Marco) e l'enologo Aldo Venco, mentre fra il pubblico rivediamo con piacere Paolo Camozzi di Slow Wine e Maria Pia Zavatarelli, docente dell'ONAV di Pavia. Attirare la curiosità di addetti ai lavori e appassionati sulla complessa realtà dell'Oltrepò Pavese è uno dei nostri obiettivi e per questo siamo stati davvero contenti della visita di Marco De Tomasi, titolare del blog Vitis - Libere cronache di degustazione che, cogliendo l'occasione dell'invito di OltreLaStoria, si è mosso dal Veneto per una due giorni di full immersion enoica in terra oltrepadana.

Dopo attenta riflessione, studiando il menu – piuttosto impegnativo, come si conviene a un vino di tal fatta – decidiamo per la prima volta di condurre la verticale "alla francese", ovvero partendo dall’annata più vecchia per arrivare a quella (relativamente) più giovane; questo perché, anche per via degli andamenti climatici degli ultimi decenni, il Fatila, con l’esposizione del vigneto in pieno sud, è andato sempre più irrobustendosi, anche a livello di gradazione alcolica, senza tuttavia perdere quell'eleganza che lo contraddistingue e che, va detto, è abbastanza inusuale nei vini ottenuti da croatina in purezza.

Andiamo a incominciare, dunque, con il Fatila 1996 che accompagna la zuppa di ceci con costine di maiale. Etereo ed elegante, porta benissimo i suoi diciotto anni, appena accennati nel colore tendente al granato: difficile dire se e quanto terrà ancora, intanto però ce lo godiamo en souplesse, anche grazie all’abbinamento più che azzeccato.

Sullo strepitoso risotto con salmì di lepre – applausi a Daniela Calvi – arriva il Fatila 1999: annata più vigorosa, frutto più carnoso, un vino decisamente più aggressivo in cui i tannini sembrano ancora aver bisogno di essere domati. Suona strano per una Bonarda di quindici anni, ma si direbbe che abbia ancora margini di evoluzione.

Il Fatila 2000 accompagna l’anatra arrosto ripiena. Altra annata energica, in cui i tannini sembrano però maturati in modo più armonico: un vino che ha classe ed eleganza da vendere, e si sviluppa con equilibrio ed armonia encomiabili, offrendo al naso e al palato una grande varietà di sensazioni (prima frutta rossa matura, poi via via inchiostro, pepe, liquirizia e prepotenti note balsamiche). Ha tutta l’aria di essere giunto all’apice della maturazione e di volerci rimanere tranquillo e beato per un sacco di tempo. Fanno piacere i commenti soddisfatti che si alzano dai tavoli.

Infine, il Fatila 2003: l’annata torrida che spesso inseriamo nelle nostre verticali proprio perché abbiamo avuto modo di riscontrare come, lavorando bene, si siano potuti ottenere vini non stracotti anche da un millesimo del genere. Certo, accanto a intriganti note balsamiche e di frutta candita, qualche sensazione di sovramaturazione nei profumi c’è, la gradazione alcolica è alta, il vino è massiccio e potente ma tutt’altro che seduto, ha nerbo e vigore, forse non avrà la capacità di reggere altri dieci anni – e sottolineiamo forse – ma tutto sommato cosa importa, è buonissimo ora che ne ha undici e si abbina alla perfezione alla pernice di manzo stufata al vino rosso con polenta.

Mentre ci godiamo la zuppetta tiepida di cachi con gelato alla cannella e infusione al cioccolato fondente, si sprecano le considerazioni sui livelli che può raggiungere il vitigno croatina quando doverosamente trattato: il Fatila ne è luminoso - e fortunatamente non unico - esempio oltrepadano.

Francesco Beghi

Ringraziamo Mauro Rossini per le fotografie

lunedì 3 novembre 2014

14 novembre 2014:
la Bonarda Fatila
dell'azienda Vercesi del Castellazzo
di Montù Beccaria

Dopo due serate dedicate ai vitigni internazionali, OltreLaStoria riporta la sua attenzione sui vitigni autoctoni dell’Oltrepò Pavese. La nostra serata di novembre vedrà infatti protagonista la Croatina e un’etichetta che ha contraddistinto in positivo gli ultimi 50 anni di storia del vino oltrepadano.

Risale al 1961, infatti, la prima annata della Bonarda Fatila dell’azienda Vercesi del Castellazzo di Montù Beccaria. Il Fatila, che prende il nome dalla parte superiore della collina Pezzalunga, è sempre stato prodotto con uva Croatina in purezza e fin dall'inizio venne interpretato dal fondatore Franco Vercesi come vino fermo con passaggio in legno destinato a un lungo invecchiamento, sull’esempio di altre celebri Bonarde ferme dell’epoca (come quella di Edmondo Tronconi di Rovescala). Se la Bonarda vivace è probabilmente oggi il più diffuso e conosciuto vino dell’Oltrepò, storie enoiche come quella del Fatila ci ricordano non solo che esiste una tradizione di Bonarde ferme affinate in legno, ma anche che questi vini, lasciati pazientemente invecchiare per molti anni, possono riservare grandi soddisfazioni.

Oggi, i custodi di questa tradizione sono i figli di Franco, Gian Maria e Marco Vercesi, che, con la consulenza dell’enologo Aldo Venco, guidano dagli anni Ottanta l’azienda montuese e che hanno imboccato da alcuni anni con serietà la strada della viticoltura sostenibile, scelta suggellata dall’ingresso nell’associazione VinNatur.

Nella degustazione di preparazione alla serata che grazie alla cortesia di Gian Maria Vercesi ha incluso otto annate (1996, 1997, 1999, 2000, 2003, 2005, 2007 e 2009) il Fatila ha agevolmente superato la prova del tempo: abbiamo pertanto ritenuto di non includere nella lista finale le pur buone annate recenti, ma di privilegiare le bottiglie che ci hanno offerto un Fatila nel pieno della sua maturità espressiva. Su suggerimento di Francesco Beghi, inoltre, abbiamo deciso che la verticale sarà “alla francese” (dal vino più vecchio a quello più giovane), vista la notevole potenza delle annate 2003 e 2000.

In attesa della serata, ecco i consueti consigli di lettura: dall’elogio convinto di Tommaso Farina sul suo sito, alla recensione di Augusto Gentilli sul Ghiottone Pavese, alle note di Marco De Tomasi su Vitis Blog - Libere cronache di degustazione fino alla celebrazione di Sorgente del Vino, che incorona la Bonarda Fatila "regina dell'Oltrepò".

Ecco infine il menu proposto da Giorgio Liberti e Daniela Calvi.

Venerdì 14 novembre 2014 - Ore 20.30
La Bonarda Fatila di Vercesi del Castellazzo:
verticale di 4 annate


Zuppa di ceci con costine di maiale
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Fatila 1996

Risotto con salmì di lepre
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Fatila 1999

Anatra arrosto con ripieno tipico della Valle Versa
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Fatila 2000

Pernice di manzo stufata al vino rosso
con polenta di farina gialla macinata a pietra
del Mulino Bruciamonti
Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC Fatila 2003

Zuppetta tiepida di cachi
con gelato alla cannella e infusione al cioccolato fondente

La serata è proposta al prezzo di euro 50 (tutto compreso).
I posti disponibili sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni vi preghiamo di telefonare al ristorante Prato Gaio (0385.99726).

OltreLaStoria è un progetto di Matteo Berté, Francesco Beghi, Giorgio Liberti e Roger Marchi.

Roger Marchi

martedì 5 novembre 2013

15 novembre 2013:
il Buttafuoco Bricco Riva Bianca
dell'azienda Picchioni Andrea
di Canneto Pavese

L'appuntamento novembrino di OltreLaStoria sarà nuovamente dedicato al Buttafuoco e ospiterà l'azienda Picchioni Andrea di Canneto Pavese (PV), nata nel 1988 e riconosciuta oggi come una delle realtà più interessanti e affidabili del panorama vinicolo oltrepadano.

Protagonista della serata, condotta come di consueto da Francesco Beghi, sarà il Buttafuoco Bricco Riva Bianca, ottenuto dalla tradizionale vinificazione congiunta di Croatina, Barbera e Ughetta di Canneto. Prodotto per la prima volta nel 1995, il Bricco Riva Bianca nasce da un vigneto posto sulle ripide pendenze della piccola Valle Solinga, meritevolmente recuperato dall’azienda nonostante l’estrema difficoltà di lavorazione.

Dopo numerosi riconoscimenti ottenuti negli anni a testimonianza della sua crescita qualitativa, il Bricco Riva Bianca è stato incluso quest'anno dalla Guida “Vini d’Italia” dell’Espresso fra i Vini dell’Eccellenza. All'annata 2009 sono stati assegnati 18,5/20: un premio meritato per la passione e la serietà della famiglia Picchioni e di Beppe Zatti, agronomo ed enologo dell’azienda.

Ecco il menu e gli abbinamenti proposti da Giorgio Liberti e Daniela Calvi:

Venerdì 15 novembre 2013
Il Buttafuoco Bricco Riva Bianca di Andrea Picchioni:
verticale di 4 annate


Animelle di vitello croccanti con crema di funghi champignon
Buttafuoco DOC Bricco Riva Bianca 2009

Risotto della Zia Carla con piccione stufato in casseruola
Buttafuoco DOC Bricco Riva Bianca 2003

Surbir di ravioli
Buttafuoco DOC Bricco Riva Bianca 2004

Lepre in salmì
con polenta di farina gialla macinata a pietra del Mulino Bruciamonti
Buttafuoco DOC Bricco Riva Bianca 1998 (formato magnum)

Zuppetta tiepida di cachi
con infusione di cioccolato fondente e gelato alla cannella

La serata è proposta al prezzo di euro 50 (tutto compreso).
I posti disponibili sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni vi preghiamo di telefonare al ristorante Prato Gaio (0385.99726).

OltreLaStoria è un progetto di Matteo Berté, Francesco Beghi, Giorgio Liberti e Roger Marchi.

Roger Marchi